Corbezzoli! La marmellata dei boschi in autunno

Punta Manara
Non sono mai tornata da una passeggiata a mani vuote. Non ricordo esattamente quale dei miei parenti me lo insegnò di più da bambina, ma è probabile che fosse Remo, un vero mito per me, andavamo a trovarlo in Val d’Aosta, sul Col de Joux, dove viveva con Rina (la moglie) e le figlie, Mara e Marina. Un vero scioglilingua Remorinamaramarina, che io pronunciavo tutto attaccato, quando insistevo per raggiungerli in montagna.  Con lui si raccoglievano i mirtilli, i funghi, ma anche erbe spontanee. Ricordo perfettamente una gita nel parco del Gran Paradiso, mi fece assaggiare per la prima volta il latte appena munto: mi scoppiò nella testa un gusto meraviglioso, anche perché io era una bimba urbana, allevata a olio di semi di non so cosa e latte parzialmente scremato a lunga conservazione, di provenienza francese. Come dire, strada facilissima per appassionarmi. Come adesso ero curiosa e sfacciata, quindi lo bersagliavo con mille domande, a cui lui puntualmente rispondeva.  Mi ha regalato la passione per la montagna, per il dislivello e per la raccolta di qualsiasi cosa.
Ecco perché appena arriva l’autunno, parto per i boschi a picco sul mare per raccogliere corbezzoli, piccoli frutti rossi selvatici che hanno un sapore di pera matura al loro interno e il gusto più acidulo e selvatico sui semini esterni. Sono delicatissimi, quindi le possibilità sono due: mangiarli appena raccolti, o metterli in pentola, appena tornati a casa.
La ricetta che vi propongo fa parte di un menu a cinque mani, e tutte quelle mani sono di amiche che, come me, non scollegano mai i sapori dai luoghi, perché l’Italia “turistica” è sempre sinonimo di tradizioni di cucina e ingredienti unici: Sara Milletti – Francesca D’Agnano e Pietro Caroli – Serena Oliva – Teresa Balzano.

Il progetto è “Milano-Sanremo del Gusto“ispirata alla mitica competizione ciclistica “Milano-Sanremo” e nel sito potrete trovare eventi e  itinerari personalizzabili, con degustazioni di tutti i tipi.
Sono tre regioni  confinanti (LombardiaPiemonteLiguria) che in sinergia hanno dato luce a percorsi meno noti, ma altrettanto felici. Perché anche grazie agli stranieri, noi italiani stiamo finalmente riuscendo ad apprezzare l’incredibile provincia italiana, nella quale percorrendo anche pochissimi chilometri, si possono scoprire paesaggi e tradizioni diverse. Ogni luogo è unico e non basta una vita per vedere tutto.
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corbezzoli
corbezzoli
marmellata di corbezzoli
1 kg di corbezzoli
100 gr di zucchero
1 limone non trattato
Preparazione:
Sciacquate velocemente i corbezzoli, metteteli in pentola con lo zucchero e la buccia del limone a cui avrete tolto tutta la parte bianca. L’ideale è usare un pelapatate.
Fate cuocere fino a quando saranno totalmente cremosi. Se dovesse servire schiacciate con un mestolo di legno i frutti più sodi e aggiungete un mezzo bicchiere d’acqua.
Cuocete all’incirca 20 minuti dalla bollitura.
Armatevi di pazienza e passate la marmellata con un setaccio la marmellata, per eliminare i semini esterni,  e se preferite togliete le bucce di limone.
Aggiungete il succo di un limone e mescolate bene.
Per sterilizzare, riempite i barattoli con la marmellata, chiudeteli bene e adagiateli in una grossa pentola d’acqua, fino a coprire almeno un centimetro sopra il coperchio.
Fate bollire per trenta minuti e poi lasciateli raffreddare nella stessa pentola.
Se pensate di consumare nel giro di un mese, la vostra marmellata potrà essere conservata anche in frigorifero.
p.s.
Troverete anche ricette più complesse. Sappiate che io tendo a semplificare 🙂 e il risultato mi sembra ottimale. Buone passeggiate!
Qui sotto ci sono tre degli abbinamenti che più amo e che rappresentano le tre regioni:
Piemonte:
Robiola e Cugnà (una mostarda a base di mostro di vino e tutto quello che l’orto offre in autunno, come le nocciole, le pesche tardive, la zucca etc)
Liguria:
Prescinsêua (se non lo trovate, potrete godere di un buon stracchino) e la marmellata di corbezzoli
Lombardia: Taleggio e mostarda di mele mantovana
Se non li avete mai assaggiati così, non potete, secondo me, dire davvero che conoscete queste tre regioni 🙂
formaggi e mostarde tipiche

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