Invecchieremo insieme, noi

Invecchierai con me?
Mi hai risposto che noi eravamo già vecchi.
No, vecchi si è a settant’anni, non a cinquanta. Ti ho risposto io.

Ma io non lo so, se ci arrivo a settant’anni.
Lo sai che sono dispettosa, potrei morire prima di te. Lo so, mi hai risposto tu ridendo.

E io ancora una volta, ho pensato che non avrei mai potuto vivere senza di te.
Anche tu lo hai sempre saputo e forse è per questo che ogni volta ti sei salvato e mi hai salvato.

Questa volta no.
Questa volta non ci hai voluto credere, e come quando non capivo o non riuscivo a fare qualcosa, tu mi hai fatto vedere come si fa. Mi dicevi: Non è vero che non sai, non vuoi.

È vero amore mio. Non voglio saperlo come si sta senza di te.

Mi hai dato la famiglia che non ho avuto da piccola. Insieme l’abbiamo fatta diventare una bella famiglia, grande e accogliente.

La stessa famiglia che adesso ti piange e ti ricorda. La tua famiglia non siamo solo noi. La tua famiglia è la rete, come hai insegnato a tutti coloro che ti hanno incontrato.

Io imparerò, te lo prometto. Tu sai chi sono. Addio amore mio, non avere paura.

90 thoughts on “Invecchieremo insieme, noi

  1. Già. La stessa rete che oggi lo piange, la stessa rete che per tutta la vita saprà che siete “la famiglia di Marco”. E, non so per gli altri, ma per quanto mi riguarda non riceverete altro che sorrisi e porte aperte. Come quando mi salutava con il suo “Fai il bravo!” che riservava agli scapestrati. Come me.
    Un abbraccio forte. M

  2. Perdona l’invasione di campo. Ma come si può restare zitti difronte a tanto dolore e nello stesso tempo tantissima forza?!
    Leo

  3. l’abbraccio più forte che riesco a pensare, le lacrime più sincere per questo dolore incontenibile.
    Ma tu lo saprai contenere, tu sarai forte, tu sarai vita, tu sarai luce perché lui ti amava proprio così, ostinata, coraggiosa e guerriera. Un abbraccio strettissimo, coraggio, coraggio, coraggio.

    Chiara

  4. Pingback: La Rete sa abbracciare il suo figlio prediletto. Addio a Marco Zamperini. | PocaCola

  5. Paola io dicevo sempre a mia sorella “Non so dove vanno le persone che muoiono, ma so che restano nel cuore di chi li ama” e lei sorrideva…..

    Adesso che lei non c’è più ti dico che è verissimo, da lì non se ne andranno mai.

    • Ciao, hai scritto una cosa meravigliosa pari al testo a cui rispondete tutti. E’ tanto bello quello che scrivi che lo devo copiare nella bacheca di una persona che ne ha bisogno; mi sento di chiedertene il permesso ed e’ per questo che ti scrivo. Grazie in anticipo.

  6. Paola,vorrei lasciarti scritto qualcosa che possa esprimere il nostro dispiacere ma non escono le parole,mi dispiace tantissimo,siamo vicini col cuore a te,a Rebecca e a Blanca,un abbraccio grande,siate forti

  7. L’amore che vi legava ha contagiato chi vi conosceva e l’amore che ho letto in queste righe ha contagiato anche me che non vi ho mai conosciuto.
    Condivido le parole, l’amore e il dolore, facendoli miei per donarli alla donna che Amo, per ricordare Lui e dare forza a te.

  8. Sai Paola, c’è stato un tempo in cui ad una persona ho detto questa frase “difficile non è stato trovarti ma perderti…” e oggi, leggendo questo tuo che ti tocca il cuore, mi è venuta in mente… per te, per voi

  9. Ho pianto….a volte scherzo molto con mio marito,parlando di chi lascera per primo l `altro…forse e`la paura di perdere chi si ama troppo…ma tu sei una Donna Forte…lo sento….ti abbraccio nicoletta ex valtut

  10. Ciao Paola, sono Gianluca il compagno di Daniela Ghiroldi, sono tanti anni che non ci vediamo, Rebbi era un cucciolino, però ho ricordi molto dolci di voi, vedevo Marco molto innamorato, capace di esprimerlo in quel suo modo leggero e così in contrasto col suo corpo. Ti abbraccio con sincero affetto. Gianluca

  11. Pingback: Io taggo te che tagghi me che taggo te e noi ci tagghiamo! | Web e conoscenza

  12. Ho avuto il piacere di conoscere Marco tanti anni fa: una persona vera.
    Non ce ne sono tante. Non ho altre parole che non possano sembrare vuote in questo momento.

  13. Non ti conosco e sono un nessuno nella marea di gente che ti sostiene in questo terribile momento, ma ho bisogno di dirti che ti abbraccio forte

  14. Cara Paola,
    ho conosciuto e collaborato con Marco per qualche tempo. Siamo diventati “amici”, per quanto possono esserlo due persone sempre superimpegnate. E’ stato un privilegio e un onore per me averlo conosciuto, averci lavorato, esserci uscito a cena qualche volta, aver fatto qualche tavola rotonda insieme.
    Oggi sono venuto a salutarlo, mi sono commosso, ho letto la tua magnifica lettera.
    Volevo solo farti sentire che per quelli come me Marco era un punto di riferimento, una luce e mi mancherà un sacco.
    Un abbraccio forte forte
    Davide

  15. Cara Paola, non conosco direttamente nè te nè Marco, anche se 2 diversi amici comuni mi hanno fatto conoscere il tuo dolore. So per esperienza cosa voglia dire perdere um genitore da piccolo e 3 settimane fa una mia collega ha perso la sua seconda battaglia col cancro lasciando anche lei un figlio appena adolescente. Sono esperienze terribili che fanno però vedere i legami veri tratta le persone. La tua lettera è commovente e parla d’amore in ogni parola e sarà quello che ti farà superare il dolore che oggi prevale.
    Un caro abbraccio di cuore

  16. solo il vostro amore e l’amore che sento per voi poteva farmi entrare attivamente nella rete un bacio

  17. Con tanta tristezza e affetto, spero possano un po’ consolarti le parole di Sant’Agostino: “La morte non è niente. Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. Prega, sorridi, pensami! Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza. Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista? Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo. Rassicurati, va tutto bene. Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace.”

  18. Non ho mai avuto il coraggio di presentarmi quelle volte che l’ho visto da lontano, l’ultima volta pochi giorni fa alla presentazione del nuovo Nokia, per me ė sempre stato un mito. Ti lascio solo questa, non ė nuova, ma sono sicura, da quello che leggo nelle tue parole, che il funky prof te lo direbbe..

    “La morte non è niente. Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
    Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. Prega, sorridi, pensami! Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza. Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista? Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo. Rassicurati, va tutto bene. Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace.”
    Ti abbraccio.

  19. Ti sono vicina Paola e sono tanto triste….sono Nonnamarisa di DM.Un abbraccio a tutta la vostra famiglia.

  20. Vi conoscevo solo attraverso le parole che corrono immateriali nella rete. Credo esistano persone destinate a far vibrare intorno una grande luce. Un giorno all’improvviso se ne vanno, come i temporali quando finiscono all’improvviso: puoi abbracciarli ancora, ma poi devono andarsene. E ti senti avvolto in un mondo silenzioso e disabitato. Ma se qualcuno ti ha insegnato a scoprire la luce, ti ha lasciato in dono un mondo più bello. Sorridente.
    La vita ha ali immense. E chi ci insegna a volare torna da noi in ogni brivido di vita del mattino

  21. I suoi bit sono parte di te e di tutti coloro che ne hanno ricevuti.

    Le idee si mischieranno con le idee, come acqua nell’acqua. Cresceranno.

    Avete migliorato il mondo assieme.

    Grazie
    Marco

  22. Pingback: Un insegnamento di Marco Zamperini | La Cuccia di ex-xxcz

  23. Non ci conosciamo Paola, ma le tue parole mi hanno fatto piangere.
    Il Vostro grande amore rimarrà per sempre.
    Un abbraccio, Roberta ex Valtur

  24. Ho conosciuto marco tanti anni fa per lavoro. L’ho ritovato dopo qualche anno nei corridoi di Etnoteam. Era un periodo per me non bello. Lui mi ha salutato calorosamente, mi ha raccontato del suo primo infarto con una allegria che mi ha spiazzato. Una persona che amava la vita ed ironizzava anche sulle situazioni piu difficili. Quando ci siamo salutati mi sentivo bene. Allegro e positivo. Eppure sono sempre stato convinto che, pur essendo per lui una faccia nota, non mi avesse riconosciuto.

  25. Paola,saremo sempre una famiglia ,ci vogliamo tutti bene, e non vi lasceremo mai sole..anche con questo dolore che ci strazia le viscere..ti bacio forte,insieme alle mie adorate nipotine

  26. Cara Paola,
    sto conoscendo ora attraverso questi commenti la Bella persona che hai avuto accanto, peccato non averlo conosciuto personalmente, me lo immagino come uno di quelli che “lasciano il segno”.
    Ti abbraccio forte e mi unisco al dolore tuo e delle tue figlie.
    Federica

  27. Di persona non ci conosciamo….. ma siamo tutti umanamente fratelli su questo Pianeta. Mi unisco al Vostro immenso dolore per la Grave perdita di” Un Grande Maestro di Vita”. Con tanto affetto sincero e commovente a tè Paola ed alle tue care Figliole.
    leo

  28. Ciao Cipolla ,Alfonso e Luisa ,amici di Adriana
    Ci dispiace ,ci dispiace tanto.
    Un abbraccio forte a te e a Bianca e Rebecca.
    Grazie per le parole meravigliose che ci avete donato.

  29. Ciao Paola,
    non ci conosciamo, ma come molti tra i commentatori di questo post, non posso non lasciarti un mio pensiero.
    Spesso capita di leggere post, commenti, articoli ai quali si vorrebbe commentare, poi gli impegni e il poco tempo a disposizione prendono il sopravvento e ci fanno desistere. Beh questa volta mi sono voluta fermare, perchè i brividi mi hanno letteralmente immobilizzata davanti a questo schermo lilla e bianco.
    Negli ultimi anni sono morte molte persone che conoscevo, vicine e lontane, e sostenerne il lascito è stato difficile.
    La tristezza sembra avere la meglio, come lo sconforto e la desolazione, ma c’è una cosa che ci fa sopravivvere. Questa cosa è la felicità.
    La felicità per aver avuto la possibilità di conoscere quelle persone, di averle amate e di avergli permesso di farlo con noi, di averci aiutato a condividere e la gratitudine per esserci stati, per i sentimenti e le sensazioni provate, per la crescita costruita insieme, per l’accettazione dei propri e altri pregi così per i difetti, per gli insegnamenti ricevuti e quelli donati, per le scelte fatte insieme e, nel tuo caso, di aver creato e condiviso una bella famiglia.
    Sarà dura, lo sarà come lo sono state certamente molte altre cose nella tua vita, ma la gioia dell’essere stata tu la protoganista di questa splendida storia d’amore sarà tua per sempre. Sii grata con te stessa per ciò che avete costruito insieme e per l’opportunità che hai avuto di poterla condividere con lui. Guardati indietro con il sorriso e continua a vivere portandoti dentro quel dono che la vostra unione è stata capace di regalarTi, regalarGli e per il contributo che insieme avete dato agli altri.
    Ci sono molte persone che non hanno avuto la fortuna di saper vivere al meglio la propria vita, perciò niente ti impedirà di continuare a percorrere, con lui al tuo fianco nel tuo cuore, quella strada, ancora una volta nella Vostra direzione.
    Ti abbraccio con la più profonda commozione e sono sicura che capirai presto quale sarà il modo migliore per sentire il tuo Marco ancora più vicino di quanto non lo sia mai stato prima.

    Marta

  30. Nessuno potrà mai dimenticare Marco. Nessuno. E pensare che solo ora ho scoperto chi fosse, cosa avesse costruito nella sua vita, la qualità del suo operato e dei suoi interessi lavorativi. Per il resto, nelle belle estati pugliesi degli ultimi anni, ho avuto modo di conoscere di sfuggita un uomo simpaticissimo (al primo colpo!), un papà presente e allegro, un marito che ama sua moglie col cuore. Ora me ne rammarico di non aver potuto approfondire ancor di più la “squisitezza” di questa persona…..e porterò sempre con me il ricordo di quella sera in cui, alla festa organizzata da un amico in puglia, veniva da me ogni 5 minuti col suo faccione sorridente e mi diceva: “”Ahò, romano, bona sta sangria eeeeh!”.

  31. L’energia che ha trasmesso durante una lezione al MIP è stata incredibile, sono stata fortunata ad averlo come docente anche solo per un giorno.
    Paola l’abbraccio con molto affetto e la ringrazio per le sue parole che danno un senso alla vita in momenti così difficili.

  32. Quando ci siamo viste tra le risaie mi raccontasti di come tu e il tuo amore comunicavate in trasferta: via Couple, un social di coppia che scoprii grazie a te.
    Ora inventerai un nuovo modo di comunicare oltre il tempo e la scomparsa.
    Forza Paola.
    Ti sono vicina,
    Elisia

  33. C’è una dimensione privata in cui non entro anche se la porta é spalancata e arriva calore, nonostante tutto. E poi c’è una dimensione pubblica, che é quella di uno shock collettivo che è la tipica reazione agli eventi catastrofici, inattesi e disastrosi.
    Quello shock dove tutti sentono di dover dire, o fare, qualcosa, di esserci, non per presenzialismo o per qualche forma subdola di mediocritá umana, ma semplicemente perché non riescono a non farlo.
    La tecnologia unisce. Ma non basta. La tecnologia unisce le persone. E se le persone non sono capaci di unirsi non c’é progresso. Io non lo so se sono pazza, ma ho come l’impressione che il dolore per Marco, che chiamo per nome pur non conoscendolo perché vittima anche io di questo shock, sia in realtà la paura per noi stessi. Marco era il nostro grado di separazione. La persona che univa le persone. E forse é per questo che ora ci sentiamo un po’ più soli, e abbiamo un po’ paura.

  34. Anch’io ogni tanto ci penso.
    Penso che immagino di invecchiare con mio marito, insieme, di andare a passeggio mano nella mano, rugosissimi, lenti…
    Non voglio restare senza di lui, anch’io penso che non ne sarei capace. O meglio, non voglio essere capace.
    Tu sei forte, fortissima, come lo è la tua bellissima famiglia.
    Come avrebbe detto Funkysurfer: buona vita, a te, Rebecca e Blanca.

  35. Avevo i genitori e se ne sono andati. Mia figlia non li ha mai conosciuti. Ma in me sono rimasti i loro ricordi, le loro parole, il modo di vivere da raccontarle. E l’ho fatto.
    E loro sono diventati quel filo invisibile a cui lei si agrappa quando ha bisogno. Una fede.
    Nessuno muore se lo porti nel cuore e ne parli come se fosse ancora qui.
    Un abbraccio fortissimo.

  36. Pingback: Su Internet la morte è solo un account Twitter

  37. Sono venuto a conoscenza di Marco tramite un post di Massimo Marchiori suo amico e collega. La tua lettera è una di quelle in grado di esprime la più grande commozione è amore. Le mie più sentite condoglianze con la tristezza nel cuore e il ricordo di una persona molto funcky.q

  38. Non c’è forza nella morte, ma solo rassegnazione. Una lenta agonia che soffoca il cuore fino a quando il lamento straziante non lascia posto alla mancanza. Ed allora tutto diventa muto e vuoto. E tu ricominci a vivere. E ti dicono che sei forte. Ma tu non credergli, ti stai solo rassegnando all’idea della morte, ora sono impresse in te le mani gelide, gli occhi vitrei e l’odore di putrefazione. Ed il ricordo, quello del vostro amore. Come quello di mamma e papà che ci ha lasciato cosi in un attimo anche lui qualche giorno prima di tuo marito. Dicevano le stesse cose che ritrovo nelle tue parole. Ora siamo tutti increduli e mi chiedo come faremo a vivere senza di loro? non lo so ma ora credo che non potremo essere più felici come prima.
    fra

  39. Pingback: Se siamo qui | Trentamila Piedi sopra lo Stivale

  40. Paola, se potessi, vorrei prendervi tutte e tre, voi donne Zamperini, e portarvi in un posto bellissimo, pieno di colori e profumi e musiche che leniscano il vostro dolore. Vorrei cucinarvi piatti succulenti (anche se in cucina sono un cane), raccontarvi delle storie e ogni tanto abbracciarvi forte. Ma so che avete la scuola, il lavoro, forse Rebe tornerà in Turchia e io sono legata alla mia rete di impegni famigliari e non solo…
    E poi so che il dolore è radicato, e profondo…. per noi si alterna ad un’incredulità che ancora non passa. Non serve a una cicca, ma voglio solo dirvi che vi voglio tanto tanto bene e che se tutte o qualcuna di voi avrà voglia di aria di campagna, una stanza è sempre pronta per accogliervi e tanti sentieri in mezzo alla natura vi aspettano per essere percorsi… se volete con un’amica.
    Un bacio alle mie piccole e grandi amiche
    Dani

  41. Non ho avuto la fortuna di conoscere Marco, ma sono stata colpita dalla sua storia e dal racconto della vostra bellissima famiglia.Mi hanno commosso le parole speciali che tanti hanno scritto e queste bellissime che hai scritto tu.Per scelta vivo all’estero lontana dall’Italia, ma ho passato gli anni dell’università a Milano, città che amo perchè è piena di gente meravigliosa, coraggiosa e forte, come voi. Grazie per avere condiviso tutto il vostro amore in tempi terribili in cui c’è solo odio e sfacelo in giro.Sono certa che sarete ancora luce ed esempio per tanti nel nostro paese.Sentite condoglianze ed un forte in bocca al lupo.

  42. Devo usare delle parole per esprimere quello che mi fai sentire?
    Ho la lacrimuccia che fa tanto scena. Mi hai fatto sentire una paura che ho da quando ho quell’anello…

  43. Ho conosciuto Rebecca quest’estate a una conferenza sull’innovazione .E’ intervenuta tra gli speakers con le sue idee da sviluppare specificando che era “grazie a suo papa’ ” che aveva deciso di proporle al pubblico.Io che sono molto critica nei confronti della pratica della scienza ,forse ho trovato che un settore apparentemente “automatizzato” come l’innovazione informatica sia il più umano .Sarebbe bello se anche le donne venissero incoraggiate sia ad innovare in ambito tecnico/imprenditoriale e considerate quanto gli uomini delle mentori .

  44. Non ci conosciamo, ma ho apprezzato tantissimo; è un sentimento che io e mia moglie proviamo in anticipo insieme pensando a quando uno di noi lo dovrà provare da solo.
    Mi piace tanto che l’ultima parola sia per lui, per il suo viaggio.
    Sarà un viaggio bello da quello che scrivi di lui, ma serve comunque coraggio.
    Credo di volere bene ad entrambi: a lui per ciò che si vede essere stato e a te per quello che sei.
    Un abbraccio dalla rete.
    Augusto

  45. Pingback: Arance, zucchero e cannella a casa di Paola e Marco

  46. Non ti conosco ma quando la mia collega Francesca mi ha raccontato di te, lassu’ tra le dolomiti di Fassa ed il temporale, mi ha semplicemente detto che sei una tosta, una grande. Ritrovo il suo giudizio leggendo le tue parole nel temporale che la vita ti ha riservato…ma ricorda che prima o poi arrivera’ di nuovo la luce del sole e una nuova alba: la’ e per sempre ci sara’ lui, ci sarete voi, ma tu questo gia’ lo sai…

  47. Sentite condoglianze anche da parte mia, carissima Paola. Non ci siamo mai incontrate personalmente, solo qualche scambio di email e di ricette, ma sia tu che Marco mi siete subito sembrati simpatici, in particolare solari e altruisti.
    La tua lettera a Marco mi ha commossa profondamente, come pure le parole delle bimbe! Ti ringrazio di esistere Paola e così pure Marco, in un’altra dimensione ma sicuramente vicinissimo a Voi e a noi tutti!

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